La quota comunale del 44,79% in Elia Group risale al 2002, quando Publi-T rilevò il 30% di ESO

Il 44,79% non è solo una percentuale: è il peso che Publi-T, la holding attraverso cui i comuni belgi controllano il gestore della rete di trasmissione elettrica Elia, detiene in Elia Group. Non si capisce la partita che si è aperta attorno alle infrastrutture energetiche belghe se non si parte da questo numero. Nell’edizione del 25 agosto, Staffetta Quotidiana ha riportato che il Belgio ha notificato alla UE la prossima fusione tra Publigas e Publi-T.

La notifica riguarda due società pubbliche: Publigas, cui fa capo la partecipazione di controllo nel gestore delle infrastrutture gas Fluxys, e Publi-T, cui fa capo quella nel gestore della rete elettrica Elia. Le due società hanno stretto un accordo per assicurare un coordinamento tra loro. Il termine “fusione”, però, racconta solo una parte della storia.

Il 44,79% che spiega tutto

La quota comunale dentro la rete elettrica belga non nasce dal nulla. Già nel 2002, alla creazione di Elia e alla sua designazione come gestore della rete di trasmissione elettrica belga, il polo comunale rappresentato da Publi-T rilevò una partecipazione del 30% in ESO, la casa madre di Elia. Nel corso del tempo quella presenza è diventata molto più ampia: la quota al centro dell’intesa con Fluxys è il 44,79% in Elia Group.

Ma perché questo controllo comunale finisce dritto dentro una notifica di fusione alla UE?

Fusione? No, un patto di minoranza

La risposta apparente è semplice: il Belgio ha formalizzato il passaggio come una fusione tra Publigas e Publi-T. La realtà descritta dai documenti è più cauta. Come ha scritto De Tijd, le holding Publi-T e Publigas, attraverso cui i comuni belgi controllano rispettivamente Elia e Fluxys, hanno avviato una stretta cooperazione senza arrivare a una fusione completa.

La struttura operativa è un patto di minoranza. Publi-T ha firmato un Heads of Agreement con Fluxys SA/NV per consentirle di seguire i futuri aumenti di capitale di Elia Group. L’intesa prevede la creazione di una nuova controllata alla quale Publi-T conferirà la sua quota del 44,79% in Elia Group. Publi-T continuerà a servire come azionista di riferimento di Elia Group,
mentre Fluxys SA si unirà come investitore di minoranza.

Il vantaggio di questa via ibrida è che Publi-T può seguire i futuri aumenti di capitale di Elia Group mantenendo il ruolo di azionista di riferimento, senza dover accettare subito una fusione piena. L’impianto previsto, insomma, non fa uscire i comuni dalla posizione di controllo sulla rete elettrica: li affianca a un socio che viene dal mondo del gas. Non è una fusione vera. È un coordinamento organizzato.

Perché i comuni vogliono tenere insieme luce e gas

La spinta è una questione di competitività industriale e di hub energetico europeo. Elia e Fluxys intendono intensificare il coordinamento dei mercati elettrico e del gas per preservare la competitività industriale e la leadership di Belgio e Germania come hub energetici europei, secondo quanto riportato da Energy Infrastructure Partners.

Il paradosso è che per difendere quella posizione non serve una fusione completa: serve un coordinamento tra due asset che restano separati. La via scelta dai comuni belgi passa per una nuova controllata, che deve consentire a Publi-T di non perdere terreno nei prossimi aumenti di capitale di Elia Group. Il vero banco di prova sarà lì: se il 44,79% resterà invariato quando la nuova controllata dovrà seguire i futuri aumenti di capitale, o se l’ingresso di Fluxys cambierà i pesi. Non una morale: un indicatore.