La Commissione europea proroga al 2029 la sorveglianza sull’etanolo importato, con Usa e Brasile in eccesso di capacità.
967.354 tonnellate. Era il volume di etanolo rinnovabile importato nell’Unione Europea nel 2025, in crescita del 55 per cento rispetto alle 621.954 tonnellate del 2023, secondo i dati della Commissione europea. Non è un dettaglio tecnico: è la misura di un mercato che si sta aprendo a colpi di accordi commerciali e strategie di export. Lo scorso 14 settembre è arrivata l’estensione delle misure di sorveglianza commerciale sulle importazioni di etanolo combustibile da diversi paesi, inclusi gli Stati Uniti, fino al 15 settembre 2029.
967.354 tonnellate: il buco nero dell’etanolo europeo
La pressione esterna non è un’astrazione. Le importazioni di etanolo rinnovabile nell’UE sono passate da 621.954 tonnellate nel 2023 a 967.354 tonnellate nel 2025, un aumento del 55 per cento, secondo la Commissione europea. Il consumo europeo nello stesso anno si è aggirato intorno ai 5 milioni di tonnellate. Il dato più pesante riguarda l’offerta potenziale: Stati Uniti e Brasile dispongono di una capacità in eccesso complessiva superiore ai 28 milioni di tonnellate, più di 5,5 volte la domanda dell’UE. Non è una previsione di produzione effettiva, ma una capacità disponibile per l’export: se anche una parte di quei volumi trovasse sbocco sul mercato europeo, lo spazio per i produttori interni si restringerebbe rapidamente.
Come si è arrivati a questo punto? La risposta sta nelle scelte politiche degli ultimi giorni, che hanno visto Bruxelles e Washington muoversi in direzioni diverse.
La Commissione sorveglia, Washington spinge
Il 14 settembre la Commissione europea ha annunciato l’estensione della sorveglianza commerciale. La misura monitora i flussi, non li blocca: cerca di individuare impennate improvvise. È una risposta all’aumento descritto e alla pressione del Mercosur. Per i produttori europei la Commissione avrebbe scelto di applicare in via provvisoria l’accordo UE-Mercosur, una scelta che aggira il processo democratico. L’accordo aprirebbe il mercato europeo dell’etanolo alle importazioni brasiliane e, sostiene ePURE, minaccerebbe bioraffinerie e agricoltori europei.
Il quadro normativo interno non offre molto ossigeno. La Renewable Energy Directive, nota come RED II, conferma l’importanza dei biocarburanti da colture sostenibili come l’etanolo europeo per gli obiettivi climatici dell’UE, ma fissa un tetto: il contributo di questi carburanti non può superare i livelli 2020 di ciascuno Stato membro, fino a un massimo del 7%. In più, la revisione degli standard CO2 per auto e furgoni è stata giudicata deludente dal settore, e la stessa politica commerciale, secondo gli operatori, mette a rischio gli agricoltori europei e le bioraffinerie.
Sull’altra sponda, Washington si organizza. Il 15 settembre il segretario all’Agricoltura statunitense Brook Rollins ha lanciato l’American Biofuels Trade Outlook, una strategia in quattro parti per aumentare le opportunità di export dei produttori USA di biocarburanti. Lo stesso giorno l’American Coalition for Ethanol ha presentato osservazioni sulla proposta della California di una specifica per la benzina E15, mentre dal 15 al 17 settembre Growth Energy sta riunendo a Washington più di 125 rappresentanti dei biocarburanti e del settore agricolo da 19 stati. Non sono episodi isolati: indicano una filiera che punta a consolidare mercati interni e a spingere le esportazioni.
Il 2029 è dietro l’angolo: i numeri da tenere d’occhio
La partita non si chiude con gli annunci di settembre. La sorveglianza commerciale resterà in vigore fino al 15 settembre 2029. Se nel frattempo l’accordo UE-Mercosur entrerà pienamente in vigore e la capacità in eccesso di Stati Uniti e Brasile resterà sopra i 28 milioni di tonnellate, la vera linea di resistenza sarà normativa. La direttiva UE prevede che i biocarburanti ad alto rischio ILUC vedano il proprio limite ridursi gradualmente fino a zero entro il 2030, con un’esenzione per quelli certificati a basso rischio ILUC. E il tetto del 7% fissato dalla RED II, insieme allo stop ai biocarburanti ad alto rischio ILUC entro il 2030, segnerà quanto spazio potrà ancora avere l’etanolo europeo. Basterà la sorveglianza? Il numero da osservare è una data: 15 settembre 2029.




