Il regolamento della CER Medio Tevere vincola una parte dei benefici alla lotta alla povertà energetica
In Italia si stimano circa 5,3 milioni di persone in condizione di povertà energetica, pari a circa 2,4 milioni di famiglie, secondo le più recenti elaborazioni dell’OIPE. A Marsciano, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ingresso del Comune nella Comunità Energetica Rinnovabile “Medio Tevere”. Lo comunica il Comune di Marsciano in una nota pubblicata il 1° agosto 2026. Il regolamento della CER prevede che una quota pari al 20% dei benefici generati sia destinata in modo vincolato alla lotta alla povertà energetica e al finanziamento di progetti sociali per la cittadinanza marscianese.
Il 20% che cambia il calcolo
Il dato di partenza non è una media nazionale sfocata. Sono 5,3 milioni di persone che, secondo l’OIPE, vivono in una condizione di povertà energetica: famiglie che spendono troppo per riscaldarsi o raffrescarsi, oppure che rinunciano all’energia. In questo quadro, la delibera di Marsciano introduce un elemento diverso da una semplice adesione amministrativa. Non si tratta solo di produrre e condividere energia rinnovabile, ma di vincolarne una quota fissa dei benefici.
Il regolamento della CER Medio Tevere prevede, infatti, che il 20% dei benefici generati sia destinato in modo vincolato alla lotta alla povertà energetica e a progetti sociali. È un meccanismo che sposta la comunità energetica dal piano della convenienza individuale a quello della protezione sociale: chi partecipa accetta in anticipo che una parte del valore resti sul territorio, indirizzata a chi è in difficoltà. Il consigliere con delega alle CER Yuri Capoccia inquadra così la scelta: “Marsciano si distingue come uno dei primi Comuni in Umbria ad aver formalizzato l’adesione a una CER”. L’affermazione va letta con cautela, perché il confronto è ancora su un numero limitato di esperienze. Ma questa decisione non nasce dal nulla: dietro c’è un percorso avviato quattro anni fa e un modello cooperativo già collaudato in Umbria.
Dal primo pannello del 2022 alla cooperativa
Il punto di partenza è la CER Via dei Partigiani di Marsciano, inaugurata il 30 maggio 2022 e descritta come il primo esempio concreto di comunità energetica rinnovabile in Umbria, allacciata alla rete e completamente funzionante. Quella prima esperienza, per quanto circoscritta, ha mostrato che la forma comunitaria poteva funzionare anche in un contesto regionale.
Il salto di scala è iniziato a gennaio 2025, con un incontro promosso dal Comune di Marsciano in collaborazione con Legacoop Umbria. Da lì è nato un percorso che ha portato, a fine ottobre 2025, alla costituzione della CER Medio Tevere in forma cooperativa. La firma dell’atto costitutivo, avvenuta lunedì 27 ottobre 2025, si è tenuta alla presenza del sindaco Michele Moretti, dell’assessore Sergio Berti e del consigliere con delega alle CER Yuri Capoccia. L’Amministrazione ha svolto il ruolo di soggetto facilitatore e aggregatore: un passaggio che segna il confine tra un’iniziativa isolata e un modello istituzionale. A sostegno c’è anche un protocollo d’intesa tra Anci e Legacoop per promuovere nei comuni umbri il modello cooperativo di produzione e condivisione dell’energia rinnovabile. Ora la domanda è se questo modello possa diventare un formato replicabile nei comuni vicini.
La partita umbra: chi segue Marsciano
Quanti comuni umbri seguiranno davvero l’esempio di Marsciano? Il quadro regionale è in movimento. Esiste già un’altra iniziativa, l’associazione CER-TOS, sostenuta dalla Regione Umbria, che l’ha riconosciuta ufficialmente nel 2025. La CER-TOS vede la sinergia tra il Consorzio di Bonificazione e gli otto Comuni di Bevagna, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco e Trevi. Siamo ancora in una fase in cui le CER restano iniziative puntuali, non una rete diffusa.
Il supporto pubblico esiste, ma ha paletti precisi. Il decreto CER prevede un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR, per le comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti. A livello nazionale l’obiettivo è sostenere lo sviluppo di due gigawatt complessivi. Il decreto prevede anche una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale. La vera prova, per l’Umbria come per Marsciano, non sarà la delibera di adesione, ma la capacità di trasformare questi incentivi in impianti realizzati, soprattutto nei comuni sotto i cinquemila abitanti.
Nei prossimi mesi il numero da tenere d’occhio sarà la quota dei due gigawatt complessivi previsti dal PNRR effettivamente assegnata alle CER umbre. Sarà quello a dire se il modello cooperativo è davvero uscito dalla fase pilota, o se continuerà a valere solo come buona pratica raccontata.




