La Grecia userà i proventi Ets per interconnettere le isole e tagliare il gasolio, mentre l’Italia resta esposta al caro-gas
Il 15 agosto 2026, tra le 10 e le 16, il prezzo medio all’ingrosso era di 14 euro al MWh. Tre settimane dopo, il prezzo medio dell’elettricità in Italia ad agosto 2026 toccava i 180 euro al MWh.
Non è un’anomalia del mercato. È il segnale di una frattura che non sta nella geografia ma nelle scelte.
Il 31 agosto, il TTF front month ha superato quota 70 euro al MWh. E mentre accadeva, Bruxelles e la BEI approvavano il programma di investimenti da 2 miliardi per le isole greche.
Il fondo, chiamato Islands Decarbonization Fund, è specifico per la Grecia. Le risorse sono stimate in circa 2 miliardi, sulla base dei prezzi correnti delle quote di emissione nel sistema europeo ETS. Di questi, le interconnessioni elettriche riceveranno circa 1,1 miliardi per Dodecaneso, Cicladi e isole dell’Egeo nord-orientale. Altri 977 milioni andranno a progetti di energia rinnovabile e stoccaggio.
E nel pacchetto ci sono anche i progetti di mobilità elettrica sulle isole.
Molte isole greche dipendono ancora dalla. Il è alto e viene condiviso tra tutti i consumatori elettrici greci. Il ministero greco ha riconosciuto che combinare nuove interconnessioni elettriche con impianti rinnovabili e storage può portare a una riduzione dell’uso delle centrali a gasolio e a una maggiore flessibilità del sistema. Ha anche dichiarato che questi investimenti avranno un ruolo decisivo per la riduzione dell’impronta carbonica delle isole, il rafforzamento dell’autonomia energetica e della sicurezza, e l’accelerazione della transizione verde.
Due miliardi per spegnere il diesel, non a parole
Il fondo greco non è solo infrastruttura. È una decisione su come spendere gli extraprofitti del carbonio. E la Grecia li usa per staccarsi dal gasolio.
Il conto italiano: gas a 70, consumi su, solare fermo
Mentre il fondo prende forma, i numeri italiani raccontano un’altra storia. I consumi elettrici di agosto 2026 sono cresciuti di quasi il 17 per cento su base annua.
Nella quarta settimana di agosto, il prezzo all’ingrosso italiano è salito a 194,14 euro al MWh, in controtendenza rispetto ai cali nel continente. A spingere i prezzi è stato l’aumento della domanda, pari al 15 per cento. L’Italia ha registrato l’incremento maggiore della domanda di energia elettrica in Europa in quella settimana.
Non è solo domanda. Il mercato elettrico italiano mostra una dipendenza dal prezzo del gas più alta degli altri mercati europei. E l’aumento dei futures sul gas TTF sul mercato ICE ha contribuito al trend rialzista dei prezzi.
Il risultato: il prezzo di riferimento del gas per agosto 2026 è in rialzo del 6,9 per cento su luglio. E il fotovoltaico? Il fotovoltaico è rimasto quasi fermo ad agosto 2026.
Eppure, secondo SolarPower Europe, il solare operativo europeo ha eliminato la necessità di più di 30 miliardi di euro di importazioni di gas nei sei mesi dall’inizio del conflitto in Iran.
Ora tocca a chi non ha un fondo dedicato?
La domanda non è se l’Italia possa permettersi interconnessioni e storage. È se abbia la stessa priorità. Il fondo greco nasce da una decisione politica, non da una condizione geografica. L’Italia ha isole, ha solare fermo, ha una bolletta esposta al gas. Ma non ha ancora un Islands Decarbonization Fund. E intanto paga il gas a 70 euro al MWh.
Con quali risorse e con che tempi il sistema italiano affronterà la prossima estate? Il fondo greco è un atto approvato, non un annuncio. Resta da vedere se il prezzo di 180 euro al MWh spingerà qualcuno a decidere, o se l’inerzia farà il resto.




