L’India ha 233 GW solari ma le fabbriche usano il 40%; l’Italia paga 180 €/MWh per il gas.
L’India produce pannelli solari che non userà. L’Italia paga l’elettricità come se il gas fosse l’unica fonte possibile. Due crisi opposte, stesso problema: una transizione energetica scollegata dalla filiera e dai prezzi. La capacità produttiva indiana di moduli fotovoltaici ha raggiunto la capacità di 233 GW a giugno 2026, ma le fabbriche operano a un tasso di utilizzo del 35-40%. Nel frattempo, in Italia, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità ad agosto ha toccato il livello di 180 €/MWh, spinto dal gas che ha superato la soglia dei 70 €/MWh e da un aumento dei consumi del 16,7%. La vera strozzatura non è la carenza di moduli. È la mancanza di una filiera integrata e di una politica che sganci i prezzi dal gas.
Chi produce pannelli che nessuno userà
A giugno 2026, il rapporto tra capacità dei moduli e celle era di quasi sette a uno, e il rapporto tra moduli e lingotti-wafer di 116 a uno. In pratica, Nuova Delhi sa assemblare, ma non sa produrre i componenti che servono per farlo. La catena di fornitura domestica per celle, wafer e polisilicio è sottosviluppata e dipendente da input importati, prevalentemente dalla Cina. C’è anche una pipeline di 135 GW di capacità aggiuntiva con impegni di investimento fermi e tempi di messa in servizio quasi certi. Se tutto va come previsto, entro il 2030 la capacità nominale dei moduli sarà più di cinque volte la domanda annua di solare fotovoltaico in India, secondo lo scenario modellato da JMK Research. Le aziende del settore indicano in un utilizzo del 50-65% il livello necessario per operazioni sostenibili. Le fabbriche indiane oggi viaggiano al tasso di utilizzo del 35-40%.
Chi paga la bolletta più alta
In Italia, la quarta settimana di agosto 2026 ha registrato l’aumento della domanda elettrica del 15%, il più alto d’Europa. I consumi di agosto mostrano un aumento del 16,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Il prezzo medio all’ingrosso ha toccato il livello di 180 €/MWh, il massimo da un periodo non specificato. Il gas TTF ha superato la soglia dei 70 €/MWh il 31 agosto, e sul mercato ICE ha contribuito al trend rialzista. L’Italia è più dipendente dai prezzi del gas degli altri mercati europei, come documentato da la dipendenza italiana dal prezzo del gas. Il prezzo di riferimento del gas per agosto segna un rialzo del 6,9% su luglio.
L’Europa finanzia il problema, non la soluzione
Mentre l’India produce pannelli che non userà, l’Europa potrebbe usarli, ma non ha la filiera per farlo. Secondo la valutazione di SolarPower Europe, i progetti solari operativi in Europa hanno eliminato la necessità di oltre 30 miliardi di euro di importazioni di gas nei sei mesi dall’inizio del conflitto in Iran. Il commento di Walburga Hemetsberger è un avvertimento:
Solar has been delivering huge financial benefits for Europe since the latest fossil fuel crisis in the Middle East began. The Iran War deepened the turmoil in energy markets generated by Russia’s invasion of Ukraine. A dependency on the flow of oil and gas is clearly a risky energy strategy.
La dichiarazione è chiara: dipendere dal flusso di petrolio e gas è una strategia rischiosa.
Ma allora perché l’Europa non costruisce la filiera integrata che servirebbe a sganciarsi? Perché continua a finanziare il problema, non la soluzione. Se l’India ha pannelli in eccesso e l’Europa ha bisogno di elettricità a basso costo, chi sta costruendo il ponte? Finora, nessuno. E nel frattempo, il prezzo del gas continua a dettare la bolletta italiana.




