Il bando americano riguarda solo i progetti sopra i 69 kV, lasciando fuori il fotovoltaico distribuito e le reti locali
Nel primo semestre del 2026, lo storage utility-scale cinese ha cambiato marcia mentre i moduli fotovoltaici continuano a perdere valore. Canadian Solar ha registrato vendite utility-scale di 6,1 GWh, in aumento del 103,3% anno su anno, e la quota storage sul fatturato di Canadian Solar ha toccato il 44% del totale. Trina Solar ha superato i 5 GWh di accumulo spedito, con una crescita del 188%, come indicato dalle spedizioni storage di Trina Solar. JinkoSolar ha spedito 29,64 GW di moduli e 3,1 GWh di accumulo, secondo i dati di JinkoSolar.
Questo slancio arriva mentre Washington inasprisce le regole. La Public Safety and Homeland Security Bureau della FCC ha classificato gli inverter prodotti all’estero come minaccia alla sicurezza nazionale, come emerge dall’articolo sulla fabbrica da 40GW di Heron Power. Di conseguenza, il presidente Trump ha firmato un bando sulle apparecchiature elettriche straniere che vieta l’import di inverter, trasformatori e altre apparecchiature per la rete.
Un divieto a maglie larghe
Il divieto non colpisce tutto. L’ordine esecutivo copre esplicitamente inverter connessi alla rete, trasformatori e sistemi di accumulo a batteria (BESS), come dettagliato nel testo dell’ordine esecutivo. Ma si applica solo alle apparecchiature che interagiscono con linee di trasmissione da 69 kV o superiori, escludendo le fonti distribuite e le reti di distribuzione locali, come chiarito dal limite di tensione del provvedimento. Le apparecchiature devono provenire da paesi o entità possedute, controllate o dirette da loro, in modo simile alle regole FEOC, secondo i criteri di provenienza dell’ordine. Il Dipartimento dell’Energia ha 120 giorni per pubblicare le regole attuative, come stabilito dalla scadenza del DOE. Nel mirino rientrano esplicitamente anche i BESS, insieme a inverter connessi alla rete, trasformatori, generatori, sistemi di controllo industriale, gruppi di continuità per infrastrutture critiche e numerose altre apparecchiature, come riportato da la stretta USA sulle batterie dalla Cina.
Il paradosso dello storage
I numeri di Trina Solar spiegano perché il bando rischia di colpire un bersaglio già in movimento. I ricavi dello storage di Trina hanno raggiunto 2,47 miliardi di yuan nel primo semestre 2026 e il business è tornato profittevole, come mostrano i risultati finanziari dello storage di Trina Solar. Le consegne cumulative di sistemi di accumulo hanno superato i 25 GWh entro fine giugno 2026, secondo il totale cumulativo di storage di Trina Solar.
Cosa cambia per chi installa
Per chi progetta o gestisce impianti, il bando non ferma l’adozione dello storage cinese nel segmento distribuito: le reti di distribuzione locali e le fonti dietro il contatore restano fuori dal perimetro. Il vero vincolo si sposta sui progetti utility-scale collegati alla trasmissione, dove la provenienza dei componenti diventa un criterio di rischio che può allungare le due diligence e restringere l’offerta. Il trade-off concreto: costi più alti o tempi più lunghi per i nuovi impianti grid-scale, mentre i produttori cinesi continuano a scalare su scala globale con storage già profittevole.
La produzione domestica di inverter e batterie non è ancora pronta a colmare il divario, e il bando rischia di essere un boomerang: colpire un avversario che ha già cambiato pelle, senza rafforzare davvero l’alternativa occidentale.




