Aprilia inclusa: 17 impianti connessi, verso l’obiettivo 2030 di 1,2 miliardi di metri cubi annui.
Lo scorso 6 agosto Italgas ha attivato ad Aprilia la prima connessione alla rete di distribuzione cittadina di un impianto di produzione di biometano. Realizzata presso l’impianto di ER Società Agricola, la nuova connessione consentirà di distribuire ogni anno circa 4 milioni di metri cubi di biometano, equivalenti ai consumi medi di circa 8.800 famiglie del territorio. Con Aprilia salgono a 17 gli impianti già connessi alla rete Italgas. Ma il target del Gruppo al 2030 è di 1,2 miliardi di metri cubi annui: la distanza tra questi due numeri è la vera notizia.
Un impianto, 8.800 famiglie
Il dato immediato è tutto in quell’equivalenza: 4 milioni di metri cubi l’anno coprono i consumi medi di circa 8.800 famiglie. Non è poco per un singolo allaccio, ma va letto per quello che è: una capacità di immissione, non una garanzia sulla produzione effettivamente immessa. In proporzione, quel volume rappresenta circa lo 0,3 per cento del target che Italgas si è data per il 2030. Un impianto, insomma, è un tassello utile, ma da solo non sposta la scala.
Come ha osservato Pier Lorenzo Dell’Orco, citato dall’ANSA, per la prima volta la produzione di biometano si estende all’area pontina. Aprilia è quindi un caso concreto e un punto di partenza: prima di questo allaccio, la provincia di Latina non risultava collegata alla rete di distribuzione del biometano.
Da Saluzzo alla rete continentale
Per capire la portata bisogna allargare la mappa. Prima di Aprilia c’era Saluzzo: con quell’allaccio erano saliti a 15 gli impianti di produzione di biometano già connessi alla rete Italgas. Con Aprilia il numero è passato a 17: non un’accelerazione verticale, ma una progressione che indica come il biometano stia entrando nella rete distributiva un impianto alla volta.
Dietro questi numeri non c’è un operatore locale. Con l’acquisizione di 2i Rete Gas, completata nell’aprile 2025, Italgas è diventato il primo operatore della distribuzione del gas in Europa: oltre 6.500 dipendenti, 12,9 milioni di clienti in Italia e Grecia, 154.000 chilometri di reti e più di 13 miliardi di metri cubi di gas distribuiti ogni anno. È questa scala a rendere il target 2030 meno astratto: per un gruppo che muove ogni anno 13 miliardi di metri cubi, 1,2 miliardi di biometano non sono un ornamento, ma una quota da costruire connessione dopo connessione.
Il vero test è il ritmo, non la tecnologia
Resta una domanda: a che ritmo deve viaggiare Italgas per centrare il 2030? Il target comunicato è una capacità di immissione di 1,2 miliardi di metri cubi annui entro il 2030. Dopo Aprilia, gli impianti connessi sono 17. Se si ragionasse in impianti equivalenti a quello di Aprilia, da circa 4 milioni di metri cubi l’anno, servirebbero circa trecento connessioni simili per raggiungere l’obiettivo. Anche ammettendo che i prossimi impianti abbiano taglie maggiori, il punto non cambia: la questione non è la fattibilità tecnica del singolo allaccio, ma la cadenza con cui questi allacci vengono realizzati.
È qui che Aprilia smette di essere una notizia locale. Ogni impianto aggiunge capacità, ma è la serie storica delle prossime connessioni a dire se il gruppo sta davvero accelerando oppure solo raccogliendo progetti già avviati. Il numero da monitorare non è 17, e non è nemmeno il singolo volume di Aprilia. È il tempo che Italgas impiegherà per trasformare una capacità frammentata in una capacità di immissione sistemica.




