NKT riduce i tempi di posa cavi nei grandi parchi eolici offshore come Hornsea 3.
Il nuovo trencher sottomarino NKT T-3600, giudicato il più potente al mondo, arriva a 3.600 cavalli e scava fino a 5,5 metri sotto il fondale: non è una pala più grande, ma il segnale che il collo di bottiglia dell’eolico offshore si è spostato sotto il livello del fango.
Il caso britannico è esemplare: il parco eolico offshore Hornsea 3 è in costruzione, con le prime fondazioni monofondamenta già installate all’inizio del 2026. L’impianto da 2,9 GW monterà 197 turbine Siemens Gamesa SG 14-236 DD da 14 MW ciascuna, escluso il power boost, e la messa in servizio è prevista nel 2027. Dentro il progetto c’è anche l’impianto di accumulo Iceni BESS, che partirà il prossimo anno con la piattaforma di gestione di Arenko.
Nel frattempo la corsa alle turbine continua: la piattaforma EnVentus di Vestas ha raggiunto 15 GW installati. Ma la velocità di connessione non si gioca più solo sul diametro del rotore.
A 5,5 metri sotto il fango, non si vedono le pale
Il T-3600 è stato annunciato a giugno 2025 come investimento di NKT e a luglio 2025 è arrivato l’accordo quadro quadriennale con Helix Robotics Solutions, la divisione robotica britannica di Helix Energy Solutions Group. L’intesa copre installazione, operazioni offshore, ingegneria di progetto e manutenzione del tool, e il trencher opererà da un vessel di supporto fornito da Helix.
La macchina è progettata e costruita dall’azienda britannica Osbit, fornitore di apparecchiature originali, che firma anche il launch and recovery system (LARS). È arrivata a febbraio 2026 nel Port of Blyth per l’allestimento e la messa in servizio. A metà agosto NKT ha riferito che il trencher NKT T-3600 è in assemblaggio finale e primo ciclo di test.
In termini operativi, il T-3600 eroga 3.600 cavalli e interra cavi fino a 5,5 metri di profondità; monta una funzione di getto e una funzione di taglio, così copre un’ampia gamma di suoli. La differenza non è accademica: a 5,5 metri sotto il fondale, i cavi sono al riparo da ancore, reti a strascico e mobilità dei sedimenti, il che riduce i rischi di guasto e i costi assicurativi e manutentivi per chi gestisce l’impianto.
La supply chain invisibile tra Blyth e il Mare del Nord
Il T-3600 non è un prototipo isolato: è un prodotto commerciale che entra nell’ultima fase di test.
La scelta di NKT di investire in un trencher da 3.600 cavalli, invece che concentrarsi solo su cavi a tensione più alta, mostra un trade-off preciso. Per un parco come Hornsea 3, con 197 turbine e 2,9 GW di capacità, il numero di cavi inter-array da posare e interrare cresce più che proporzionalmente rispetto alla potenza unitaria delle turbine. Un trencher più potente e capace di lavorare in suoli diversi può ridurre i giorni nave e i colli di bottiglia durante la campagna di installazione.
Per chi installa o gestisce, il beneficio è concreto: una profondità di seppellimento maggiore riduce la probabilità di interventi correttivi e la variabilità dei tempi di posa. Ma resta un limite: il T-3600 va integrato con un vessel di supporto e con un sistema di lancio e recupero affidabile; la resa reale in campo arriverà solo dopo il primo ciclo di test, non sulla carta.




