Il prodotto “Profil Solar” segue l’andamento del sole, non un programma di consegna fittizio

Per anni, i produttori di energia solare in Romania hanno dovuto accettare un paradosso: più producevano, più rischiavano di perdere denaro. La ragione è tanto semplice quanto controintuitiva: i contratti standard a consegna costante — quelli in cui ci si impegna a fornire la stessa quantità di energia ogni ora del giorno — non rispecchiano la vera forma del giorno solare. Un impianto fotovoltaico produce tanto a mezzogiorno e quasi nulla di notte. Ma se hai venduto l’energia con un profilo piatto, ogni scostamento dalla consegna promessa diventa uno squilibrio. E gli squilibri si pagano. Nei giorni scorsi la piattaforma della Bursa Română de Mărfuri ha registrato la prima transazione di energia elettrica con un prodotto pensato per correggere questa distorsione.

L’illusione del contratto piatto

Il mercato dell’energia rumeno, come molti in Europa, ha a lungo funzionato su prodotti a banda continua: consegne costanti per tutto il giorno, o per fasce orarie ampie e rigide. Per un impianto a gas o a carbone, modulabile, questa struttura non crea attriti. Per un parco fotovoltaico, invece, diventa un problema strutturale. La differenza tra il profilo di produzione solare e i contratti classici a consegna costante genera squilibri, costi aggiuntivi e una maggiore esposizione alle variazioni del mercato spot. In pratica, il produttore si trova a dover compensare le ore in cui produce meno del previsto acquistando sul mercato spot, spesso in momenti di prezzo elevato, e a vendere l’eccesso di mezzogiorno quando i prezzi, per via dell’abbondanza di solare, tendono a crollare. È un doppio svantaggio che erode la redditività anche degli impianti più efficienti.

Quello che sembra un dettaglio tecnico — la forma oraria del contratto — è in realtà il meccanismo che determina se un investimento fotovoltaico sta in piedi o meno. Negli ultimi due anni, con l’aumento della capacità installata in Romania, il tema è diventato urgente. Senza strumenti contrattuali che seguano la curva di produzione reale, ogni nuovo megawatt di pannelli rischia di accentuare il problema anziché risolverlo. Ma ora una piattaforma romena offre un’alternativa che prova a colmare questo gap.

Dentro il Profilo Solar

Ecco come BRM ha provato a risolvere il problema. Il prodotto si chiama “Profil Solar” ed è esattamente quello che il nome suggerisce: consente di contrattare energia in una struttura oraria più vicina alla curva reale di produzione degli impianti fotovoltaici. Invece di promettere la stessa quantità di energia a ogni ora, venditore e acquirente definiscono un profilo che segue l’andamento del sole: più energia nelle ore centrali, meno al mattino e al tramonto, zero di notte. Questo allinea il contratto alla fisica dell’impianto e riduce alla radice gli squilibri che nascono dall’uso di curve standardizzate.

L’innovazione non nasce dal nulla. BRM è autorizzata come operatore di mercato per il gas fin dal 2018 e per l’elettricità dal 2022, sotto la vigilanza dell’autorità di regolamentazione rumena. Lo scorso 19 novembre 2024 ha iniziato le operazioni come secondo NEMO — Nominated Electricity Market Operator — in Romania, entrando nel sistema europeo di accoppiamento dei mercati del giorno prima, l’SDAC. È su questa infrastruttura, già operativa e integrata con le borse europee, che il 2 marzo 2026 è stata lanciata la piattaforma Solar Profile. Non si tratta di un esperimento isolato, ma di un’estensione di un mercato regolamentato e interconnesso. Ma basterà questa novità tecnica a convincere un mercato abituato a strumenti semplici?

La prova del mercato

Il successo non è garantito. La piattaforma esiste e la prima transazione è stata registrata, ma il vero banco di prova sarà l’estate. Perché proprio l’estate? Perché è nei mesi di massima produzione solare che la differenza tra un profilo piatto e uno modellato sulla curva reale diventa più ampia, e quindi più visibile nei conti economici di chi produce e di chi compra. Se il prodotto funziona, è lì che lo dimostrerà.

I vantaggi potenziali sono chiari: meno esposizione al mercato spot, minori costi di sbilanciamento, maggiore prevedibilità dei ricavi per i produttori. Ma ci sono anche interrogativi aperti. Il primo riguarda la liquidità: perché il Profilo Solar diventi uno strumento utilizzato su larga scala, serve che un numero sufficiente di acquirenti — trader, fornitori, grandi consumatori — sia disposto ad abbandonare la comodità dei contratti a banda continua per prodotti orari più complessi da gestire. È una questione di cultura di mercato, non solo di convenienza economica. Il secondo interrogativo riguarda il prezzo: un contratto profilato dovrebbe quotare a premio rispetto a uno piatto, perché riduce il rischio per il venditore e offre all’acquirente un’energia che segue meglio il suo reale fabbisogno diurno. Ma quanto sarà disposto a pagare il mercato per questa riduzione del rischio? E chi stabilirà i profili standard di riferimento?

La variabile da osservare nei prossimi sei mesi è proprio la liquidità: quanti MWh verranno scambiati con questa nuova curva. Se i volumi cresceranno, il Profilo Solar potrebbe diventare il primo mattone di una segmentazione oraria più ampia, che un giorno arrivi a prezzare l’energia solare non come una commodity indistinta ma come un prodotto con una sua specifica forma temporale. Se invece i volumi resteranno marginali, avremo la conferma che il mercato romeno, almeno per ora, preferisce la semplicità del contratto piatto anche a costo di pagare gli squilibri. La risposta arriverà quando le giornate si allungano e i pannelli girano a pieno regime.