La consultazione preliminare serve a capire quali navi possano garantire accesso walk-to-work e trasferimento di fluidi su nove piattaforme

Oggi, 2 ottobre 2026, scade il termine per chiedere a 50Hertz chiarimenti su una consultazione preliminare di mercato avviata lo scorso 5 agosto per sondare la disponibilità di navi SOV e soluzioni walk-to-work. Sembra un passaggio burocratico. In realtà è il momento in cui la prima linea di trasmissione HVDC a 525 kV del Mar Baltico tedesco incontra una domanda molto concreta: chi, e con quali mezzi, farà funzionare e mantenere le piattaforme una volta finiti i cantieri.

Una nave, nove piattaforme, fino a diecimila giornate

La consultazione non cerca una nave qualunque. L’ipotesi indicativa di 50Hertz è una nave con capacità di circa 30-50 persone, dotata di DP2, in grado di garantire l’accesso walk-to-work alle piattaforme offshore con onde significative fino a circa 2,5 metri e di trasferire carico, gasolio, olio, acqua dolce, acque grigie e acque reflue. Il perimetro è altrettanto definito: attività di manutenzione su nove piattaforme di connessione alla rete offshore, per un volume stimato tra 3.000 e 10.000 giornate-persona offshore all’anno, distribuite su quattro campagne.

La consultazione ha valore preliminare: non impegna ancora 50Hertz a un acquisto, ma fissa i paletti per capire chi può davvero rispondere. Le aziende interessate hanno tempo fino al 9 ottobre 2026 per inviare le risposte; oggi, invece, è l’ultimo giorno per chiedere informazioni aggiuntive. Il doppio passaggio non è casuale: prima di rispondere, il mercato deve capire se esistono navi compatibili con una domanda così specifica.

La prima HVDC del Baltico e l’asse OWiMO

Dietro i numeri della consultazione c’è una scelta tecnica senza precedenti per il Mar Baltico tedesco: per la prima volta, una linea di trasmissione HVDC da 525 kV sarà realizzata per la connessione alla rete di un parco eolico offshore. Rispetto alle connessioni in corrente alternata, la tecnologia HVDC può trasmettere una potenza superiore e comporta minori perdite su lunghe distanze. Non è un dettaglio: più energia arriva a terra, ma la manutenzione delle piattaforme diventa più complessa e più strategica.

Nel 2026 sono in costruzione due collegamenti per futuri parchi eolici offshore: Ostwind 3 al largo di Rügen e OST-6-1 al largo della penisola di Darß. Intanto i gestori di rete tedeschi hanno messo in comune il tema della manutenzione con l’iniziativa OWiMO, che unisce 50Hertz, Amprion e TenneT Germany. L’obiettivo dichiarato è ottimizzare la manutenzione dell’energia eolica offshore. Ma l’ottimizzazione, in questo caso, si scontra con una variabile fisica: le navi.

85 navi attive, 48 in arrivo: il paradosso dell’O&M

E qui entra in gioco la flotta mondiale. Secondo i dati di Spinergie, ripresi dal Maritime Journal, ad agosto 2025 la flotta globale di SOV contava 85 navi attive e altre 48 erano attese nei prossimi anni. Sulla carta sono numeri consistenti. Ma la richiesta di 50Hertz non è per una flotta qualsiasi: è per una nave con DP2, capacità di 30-50 persone, accesso walk-to-work fino a 2,5 metri di altezza d’onda significativa e la possibilità di movimentare fluidi, carichi e rifiuti. Non tutte le SOV attive rispondono a questi requisiti, e l’arrivo di 48 nuove unità non dice se saranno disponibili nel posto giusto, nel momento giusto e con i contratti giusti.

Il paradosso è tutto qui: il sistema tedesco ha in cantiere una rete offshore più potente e più complessa, ma il suo funzionamento quotidiano dipende da una risorsa mobile e concentrata in poche mani. La consultazione di 50Hertz, in fondo, non serve a comprare una nave: serve a capire se il mercato delle SOV può offrire una risposta credibile. Per chi vuole rispondere c’è tempo fino al 9 ottobre 2026. Per 50Hertz e per i partner di OWiMO la domanda vera è se la flotta globale di navi specializzate basterà a trasformare la prima HVDC del Baltico da cantiere a rete ordinaria.